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Cenni storici
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Morbio Inferiore: un Comune in costante crescita.
È la sua principale caratteristica in questi decenni che si affacciano sul duemila: un incremento demografico continuo, progressivo, quasi inarrestabile.
Situato a 364m sul livello del mare, esteso su una superficie di 2.32 kmq, ritrova le cause di questo sviluppo soprattutto nella tranquillità del suo territorio, non disturbato da grandi vie di traffico stradale o ferroviario; nella vicinanza di un centro commerciale importante quale Chiasso, occasione di lavoro e di scambio; nella dimensione serena del suo ambiente prealpino, dove le colline fanno suggestivo scenario di verde e il clima é buono e mite.


Nel contempo, in questi decenni, anche la sua vocazione é mutata:

da Comune prettamente agricolo (e prima della guerra nemmeno molto generoso, se parecchi dei suoi uomini dovevano emigrare per cercare lavoro, facendo la stagione oltre Gottardo) a Comune d'indirizzo terziario.
Un cambiamento abbastanza veloce nel tempo, rapportato allo sviluppo economico conosciuto dalla nostra regione, a partire dagli anni sessanta.
Ora i circa ottocento abitanti di fine secolo (erano settecento nel 1850) superano quota quattromila, cifra sicuramente ragguardevole per le nostre latitudini.
Discussa l'etimologia di Morbio e varie le piste seguite, spesso anche con una certa fantasia, per ricostruire la storia di un nome. La più attendibile ed anche la più scientifica riconduce al latino "morbidus", propriamente "malaticcio".
Un termine che, nel processo conosciuto delle varie lingue romanze, assume pure il significato di molle, cedevole, grasso, con riferimento, in questo caso,
alla qualità del terreno.
Morbio Inferiore o Morbio Sotto? Denominazione ufficiale la prima, più popolare la seconda, storicamente documentate entrambe. Lo stemma di Morbio (due torri: una bianca su campo rosso, l'altra rossa su campo bianco) ricorda l'antico castello, che sorgeva sul colle, dove, nella prima metà del seicento, fu costruita la Chiesa parrocchiale, il Santuario di Santa Maria dei Miracoli, consacrato nel 1613 diventata Basilica il 2 giugno 1991.
Era uno di quei castelli di segnalazione e difesa che si dipartivano da Milano e da Como, per spingersi, in uno schema di collegamenti e di comunicazioni,
fin nelle nostre vallate. È attestato in un documento del 1198 ("Morbius de Castello de Morbio") e vi era annessa una vasta proprietà terriera,
compreso il mulino sul fiume Breggia.
Alterne le sue vicende, in un susseguirsi di signorotti e padroni, fin quando venne ceduto da Lodovico il Moro, duca di Milano, agli Svizzeri, che lo distrussero nel 1516. Ma la storia di Morbio affonda le sue radici ben più lontano nel tempo, come testimoniano i segni della civiltà romana documentata da reperti archeologici, quali i tre sepolcri scoperti nel 1851, le fondamenta di una grande villa romana ritrovate nel 1920 durante alcuni scavi, recenti scoperte sempre in occasione di lavori, oppure quanto indicato dalle ricerche effettuate, a metà degli anni settanta, nella Chiesa di San Giorgio (la scritta sulla porta laterale reca la data del 1309), che hanno accertato il succedersi nel tempo di ben sette chiese, di cui la prima eretta verso il settimo secolo, in pieno dominio longobardo.
Notevole la presenza artistica a Morbio, soprattutto di carattere religioso, che possiamo ammirare nella citata Chiesa di San Giorgio, nella Chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria dei Miracoli e nella Chiesa di San Rocco, portata a termine nel 1776, che ci ricorda i Silva, un'importante famiglia di artisti (architetti, scultori, ingegneri, pittori) che, nel succedersi di varie generazioni, lasciarono tra il 500 e il 700, il segno della loro arte in diverse città europee e soprattutto in Italia. Alle testimonianze del passato s'accompagnano i segni d'oggi, tra cui va ricordata la "Scuola media" progettata dall'architetto Mario Botta.
Si diceva all'inizio del forte incremento demografico conosciuto dal Comune e del suo passaggio, graduale e veloce ad un tempo, dalla civiltà contadina ad un'altra, per molti aspetti non ancora completamente delineata, visibile nel diverso uso del territorio, in segni che scompaiono (come l'antico ponte del Ghitello, sul Breggia, demolito per esigenze varie nel 1972), nelle nuove costruzioni, nelle differenti risposte alle esigenze che via via si affacciano, in quanto segna la presenza dell'uomo lungo il tempo, lo spazio, la storia.


La popolazione
 
I primi dati sulla popolazione di Morbio Inferiore risalgono al 1671, quando il Comune contava 359 abitanti. A quell'epoca la maggior parte della popolazione viveva di agricoltura, pochi dovevano essere gli artigiani.
Considerati i dati statistici più recenti relativi alla popolazione (il primo censimento ufficiale avviene nel 1850), Morbio Inferiore non sembra fruire subito, alla fine del secolo scorso, dell'effetto positivo della costruzione della linea ferroviaria del San Gottardo e in particolare della prima stazione ferroviaria di Chiasso.
Un marcato incremento della popolazione lo si osserva invece a partire dal 1960 contemporaneamente alla notevole espansione urbana e demografica che interessa in particolare il Sottoceneri e che, nel giro di alcuni decenni, porta il numero degli abitanti di Morbio Inferiore da 1682 unità nel 1960 a 3097 nel 1980, a 3753 nel 1990 e poi a 4275 abitanti nel 2000.


La geologia
 
1-2 milioni di anni fa: i ghiacciai alpini a Morbio Inferiore
 
Gran parte del territorio di Morbio Inferiore é caratterizzato in superficie dalla presenza di sedimenti glaciali depositati dalle numerose avanzate dei ghiacciai alpini durante l'ultimo milione di anni. Il basso Mendrisiotto, e quindi anche la zona di Morbio, erano interessati da un ramo del Ghiacciaio dell'Adda che, attraverso la valle oggi occupata dal lago di Como, raggiungeva la regione di Chiasso per poi spingersi, da una parte verso Mendrisio e dall'altra, attraverso la strettoia di Seseglio, in direzione di Olgiate Comasco. La testimonianza che i ghiacciai alpini avessero raggiunto la nostra regione é confermata anche in più punti a Morbio Inferiore, come ad esempio in cima a via al Poggio o nel sottostante quartiere di Prevedina, dalla presenza di depositi ghiaiosi (morene) e soprattutto di grossi blocchi di roccia (massi erratici) provenienti ad esempio dalla Bregaglia, dal Passo dello Julier nei Grigioni o dalla Valtellina. La presenza del ghiacciaio é pure confermata nella Valle di Spinée dove sono visibili ghiaie depositate da antichi fiumi, che risultano caoticamente sconvolte e deformate a seguito della spinta e del peso del ghiacciaio.


Il "Lago di Lischee"
 
Circa 14'000 anni fa il ghiacciaio si ritirò dall'area di Morbio Inferiore formando nella zona di Lischée un vasto lago. Sondaggi geologici eseguiti nel sottosuolo del nuovo centro sportivo hanno permesso di scoprire la presenza di depositi glaciali, ai quali si sovrappongono sedimenti lacustri e, ancor più sopra,
uno strato di torba dello spessore di quasi 10 m (da qui il toponimo di Lischee dato alla zona). Questo livello, che contiene abbondanti resti di piante e della fauna di quell'epoca, testimonia la ripresa e l'espansione della vegetazione a partire dal ritiro dei ghiacci, 14'000 anni fa.


Le Gole della Breggia
 
A maggior profondità, il sottosuolo di Morbio Inferiore ha origini ben più antiche testimoniate nelle Gole della Breggia dalla presenza di rocce vecchie di centinaia di milioni di anni.
Infatti, nella parte bassa della Valle di Muggio, il torrente Breggia taglia naturalmente e mette allo scoperto, lungo una tratta di circa 1,5 km, una serie di rocce formatesi sul fondo del mare Tetide durante un periodo che va dal Giurassico (160 milioni di anni fa) al Cretaceo (60 milioni di anni fa).
Queste rocce costituiscono un documento eccezionale che copre quasi ininterrottamente gli avvenimenti geologici succedutisi nell'arco di quasi
100 milioni di anni.
Considerate anche le altre formazioni più recenti del Terziario ed i depositi glaciali del Quaternario descritti in precedenza, si ottiene un profilo geologico quasi completo che va dal periodo Giurassico fino al Presente. In poche località della Svizzera esiste, su di un territorio così ristretto, una ugual serie di rocce che permette di leggere la storia geologica degli ultimi 160 milioni di anni.


Una passeggiata attraverso milioni di anni
 
Lungo il tortuoso e paesaggisticamente spettacolare corso inferiore della Breggia fra Morbio Superiore e Morbio Inferiore, si susseguono numerose formazioni geologiche.
Il grigiastro Calcare di Moltrasio (noto anche con il nome di Calcare selcifero lombardo) che costituisce il blocco del Monte Generoso, é la formazione più antica di quest'area. Seguono varie rocce di colore rosso-bruno quali ad esempio i Calcari a Cefalopodi e l'Ammonitico rosso che, come dice il nome, contengono resti fossili di ammoniti.
Più a valle appaiono strati di roccia intensamente e caoticamente deformati e, più sotto ancora, le Radiolariti, cioè rocce formate esclusivamente da un numero infinito di minuscoli scheletri di microrganismi vissuti 100 milioni di anni fa.
Il colore rosso-violaceo di questa roccia si stacca nettamente dagli strati bianchi del cosiddetto Biancone o Maiolica, una roccia scavata fino a pochi anni fa, dapprima a cielo aperto e poi in galleria per la produzione del cemento SACEBA. Gli scavi interessarono pure gli strati della Scaglia (roccia sovrapposta al Biancone) suddivisi sulla base del loro colore in Scaglia variegata, bianca e rossa. Dopo la Scaglia, l'ultimo atto del periodo Cretaceo é rappresentato dai sedimenti del Flysch, nei quali appaiono i primi segni della formazione delle Alpi iniziata circa 100 milioni di anni fa.
All'uscita delle Gole, in zona Mulini e sotto il quartiere di Guiccio, le rocce sin qui descritte sono coperte di sedimenti più recenti di origine terziaria (antichi di "soli" 6-7 milioni di anni) come il cosiddetto Conglomerato di Pontegana che forma la ripida ed instabile parete sulla quale poggia il nucleo dell'abitato di Morbio Inferiore.
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Ultimo aggiornamento della pagina: 09.06.2008
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